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Regolamento di sicurezza per la navigazione da diporto

Decr. Min. Trasp. 5 ottobre 1999 n°478

Art. 1 (Finalità e campo di applicazione)

1. Il presente Regolamento stabilisce le condizioni per il rilascio del certificato di sicurez­za e individua i mezzi di salvataggio nonché le dotazioni di sicurezza minime che devono essere Tenute a bordo delle unità da diporto in relazione alla navigazione effettivamente svolta. Resta nella responsabilità del conduttore dotare l’unità degli ulteriori mezzi e delle attrezzature di sicurezza e marinaresche necessarie in relazione alle condizioni rneteo-marine e alla distanza da porti sicuri per la navigazione che intende effettivamente intra­prendere.

La disciplina del presente Regolamento si applica alla navigazione intrapresa nelle acque marittime e interne dalle unità da diporto di seguito indicate:

a) unità con scafo di lunghezza compresa tra i 2,5 e i 24 metri, munite di marcatura CE, di cui al Decreto Legislativo 14 agosto 1996, n. 436, e successive modificazioni;

b) unità da diporto rientranti nella categoria delle imbarcazioni e dei natanti, conformi alle prescrizioni della legge 11 febbraio 1971, n. 50 e successive modificazioni;

2. Per la navigazione intrapresa con unità da diporto rientranti nella categoria dei natanti, di cui all’articolo 13, comma 3, della legge 11 febbraio 1971, n. 50 e successive modifica­zioni, le disposizioni del presente decreto si applicano limitatamente a quanto stabilito per i mezzi di salvataggio e le dotazioni di sicu­rezza, per il numero delle persone trasporta-bili nonché per il motore ausiliario.

Art. 2 (Certificato di sicurezza)

1. Il certificato di sicurezza, conforme all’alle­gato A, è il documento che attesta la rispon­denza dell’unità da diporto alle disposizioni del presente Regolamento.

2 Il certificato di sicurezza è rilasciato dall’Autorità marittima o della navigazione interna competente, all’atto della prima iscrizio­ne nel registro delle imbarcazioni da diporto:

a) per le unità di cui all’art. 1, comma 2, lett. a), sulla base della documentazione tecnica prevista, ai fini dell’iscrizione, dall’art. 11, comma 3, lett. b) del Decreto Legislativo 14 agosto 1996, n. 436.

b) per le unità di cui all’art. 1, comma 2, lett. b), sulla base di una attestazione di idoneità rilasciata, per i fini e con le modalità all’arI. 9 da un organismo tecnico notificato ai sensi del Decreto Legislativo n. 436 del 1996, ovvero autorizzato, ai sensi del Decreto Legislativo 3 agosto 1998, n. 314, scelti dal proprietario dell’unità o dal suo legale rappresentante.

3. Per le unità usate di cui all’articolo 1, comma 2, lettera a), il certificato di sicurezza è rilasciato sulla base della documentazione tecnica richiesta per l’iscrizione nei registri e in tal caso il certificato di sicurezza ha validità limitata al periodo residuo rispetto a quello indicato all’art. 3. Per le unità usate di cui all’art. 1, comma 2, lett. b), provenienti da Paesi dell’Unione Europea, la documentazio­ne tecnica è valida solo se equivalente a quel­la nazionale.

4. Al rinnovo e alla convalida del certificato di sicurezza provvede l’Autorità marittima o della navigazione interna del luogo in cui si trova l’unità, sulla base di una attestazione di idoneità rilasciata, ai fini e con le modalità di cui all’art. 9, da un organismo tecnico auto~­rizzato ai sensi del Decreto Legislativo n. 314 del 1998, ovvero da un organismo tecnico

notificato ai sensi del Decreto Legislativo n. 436 del 1996, scelto dal proprietario dell’u­nità o dal suo legale rappresentante. Per le unità che si trovino in un porto estero, al rin­novo e alla convalida del certificato di sicurez­za provvede l’Autorità consolare con le moda­lità indicate nel presente Regolamento.

5. Gli estremi del certificato di sicurezza sono annotati sulla licenza di navigazione dell’u­nità~ Copia del certificato è inviata all’ufficio di iscrizione dell’unità.

6. Restano valide fino alla loro scadenza le attestazioni di sicurezza rilasciate alle unità da diporto anteriormente alla data di entra­ta in vigore del presente Regolamento. Per tali unità al rilascio dei certificato provvede l’Autorità marittima o della navigazione interna con le modalità indicate all’art. 2, comma 4.

Art. 3 (Validità del certificato di sicurezza)

1. 11 certificato di sicurezza delle unità da diporto di cui all’art. 1, comma 2 , ha le seguenti validità:

a) otto anni per le unità appartenenti alle categorie di progettazione A) e B) e per le unità di cui alla legge 11 febbraio 1971, n. 50 e successive modificazioni, abilitate alla navigazione senza limite dalla costa;

b) dieci anni per le unità appartenenti alle categorie di progettazione C) e per le unità di cui alla legge l1 febbraio 1971, n. 50 e successive modificazioni, abilitate alla navigazione entro sei miglia dalla costa

2 Il certificato di sicurezza delle unità da dipor­to di cui all’art. i, è rinnovato ogni cinque anni. La validità del certificato decorre dalla data di rilascio dell’attestazione di idoneità.

3. Nel caso in cui l’unità abbia subito gravi avarie o siano state apportate innovazioni o abbia subito mutamenti alle caratteristiche tecniche di costruzione non essenziali, il certi­ficato di sicurezza deve essere sottoposto a convalida con le procedure di cui all’art. 2. Qualora le innovazioni apportate all’ apparato di propulsione o alle altre caratteristiche tec­niche dell’unità siano tali da far venire meno i requisiti essenziali in base ai quali è stato rila­sciato il certificato di sicurezza, lo stesso perde di validità e il proprietario ha l’obbligo di richiederne il nuovo rilascio, unitamente alla nuova licenza dì navigazione.

4. Per le unità da diporto di cui al[art. 1, comma 2, lett. b), il certificato di sicurezza può avere una validità inferiore rispetto a quella indicata al comma 1, su conforme pre­scrizione contenuta nell’attestazione di ido­neità rilasciata da uno degli organismi tecnici di cui all’articolo 2, comma 2.

5. L’Autorità marittima o della navigazione interna, qualora ritenga che siano venute meno le condizioni che hanno consentito il rilascio del certificato di sicurezza, può disporre motivata-mente che l’unità sia sottoposta alla procedura di convalida del certificato di sicurezza con le procedure di cui all’art. 2, comma 4.

Art. 4 (Mantenimento delle condizioni dopo il rilascio del certificato di sicurezza)

1. Al fine di assicurare il mantenimento delle condizioni intrinseche di sicurezza dell’unità da diporto, il proprietario ha l’obbligo di mante­nere l’unità in buone condizioni di uso e manutenzione per quanto attiene allo scafo, all’apparato motore, all’impianto elettrico e alla protezione contro gli incendi, nonché di provvedere alla sostituzione delle apparecchia­ture, dei mezzi di salvataggio e delle dotazioni di sicurezza che presentino deterioramento o deficienze tali da comprometterne l’efficienza.

Art. 5 (Requisiti e caratteristiche tecni­che dei mezzi di salvataggio e delle dotazioni di sicurezza)

1. [mezzi di salvataggio individuali e collettivi e le dotazioni di sicurezza delle unità da dipor­to sono conformi ai requisiti tecnici stabiliti con i decreti del Ministro dei trasporti e della navigazione di cui all’art. 23 del Decreto Ministeriale 21 gennaio 1994, n. 232, non­ché dall’Unione Europea o previsti da Convenzioni internazionali

2. [mezzi di salvataggio e le dotazioni di sicu­rezza regolamentari di cui sono dotate le unità da diporto alla data di entrata in vigore del presente Regolamento possono essere mante­nuti a bordo fino a quando non si renda neces­saria la loro sostituzione per deterioramento, cattivo funzionamento o stato di conservazio­ne, o per scadenza, fermo restando l’obbligo della revisione periodica, ove previsto.

Art. 6 (Mezzi di salvataggio e dotazioni di sicurezza)

1. Le unità da diporto di cui all’articolo 1, devono avere a bordo i mezzi di salvataggio individuali e collettivi e le dotazioni di sicurez­za minimi indicati nell’allegato B al presente Regolamento, in relazione alla navigazione effettivamente svolta. I mezzi di salvataggio individuali e collettivi devono essere sufficien­ti per il numero delle persone presenti a bordo, compreso l’equipaggio.

2. 1 conduttori delle tavole a vela, degli acqua­scooter e unità similari, devono indossare permanentemente un mezzo di salvataggio individuale indipendentemente dalla distanza dalla costa in cui la navigazione è svolta. Detta disposizione si applica anche alle per­sone trasportate.

3. 1 mezzi di salvataggio devono essere siste­mati in modo che nella manovra di messa a mare non devono esservi impedimenti per il libero galleggiamento ed essere dotati di ade­guate ritenute che ne permettano il rapido distacco dall’unità durante la navigazione.

Art. 7 (Navigazione occasionale e di prova)

1. La competente Autorità marittima o della navigazione interna può autorizzare le unità da diporto, munite di certificazione scaduta nella validità, a effettuare la navigazione di trasferimento per un singolo viaggio. Nella autorizzazione sono indicate le prescrizioni particolari in relazione alla durata del viaggio, alle condizioni rneteo-marine, alla sicurezza della navigazione e alla salvaguardia delle per­sone a bordo.

2. La competente Autorità marittima o della navigazione interna può autorizzare prove di navigazione con unità da diporto, di nuova costruzione o che abbiano subito lavori di riparazione o di trasformazione presso can­tieri navali o officine meccaniche, non prov­viste dell’autorizzazione alla navigazione temporanea di prova, di cui all’art. 16 della legge 11 febbraio 1971, n. 50 e successive modifi­cazioni Nella autorizzazione sono indicate le prescrizioni particolari in relazione alla durata e al percorso della prova, alle condizioni rneteo-marine, alla sicurezza della navigazio­ne e alla salvaguardia delle persone a bordo.

Art. 8 (Navigazione con battelli al servizio delle unità da diporto (tender))

1. I battelli di servizio, compresi gli acqua­scooter, rientranti nella categoria dei natanti e individuati con la sigla e il numero di iscrizio­ne dell’unità da diporto al cui servizio sono posti, non hanno l’obbligo di essere muniti delle dotazioni di sicurezza e mezzi di salva­taggio previsti dal presente Regolamento, fatti salvi i mezzi di salvataggio individuali, quando sono utilizzati in navigazione entro un miglio dalla costa ovvero dell’unità ovunque si trovi.

Art. 9 (Modalità di esecuzione degli accertamenti tecnici per il rilascio, Il rinnovo e la convalida del certificato di sicurezza)

1. Per le unità da diporto di cui all’art. 1, comma 2, lett. b) l’attestazione di idoneità è rilasciata ai fini dell’abilitazione alla navigazio­ne e della relativa licenza, a seguito di com­pie~a ispezione dell’unità, con riferimento allo scafo, all’apparato motore, all’impianto elet­trico e alla protezione antincendio a tali fini si applicano le disposizioni degli articoli 7 e 19 del Decreto Ministeriale 21 gennaio 1994, n. 232.

2. Per le unità da diporto di cui all’articolo 1, comma 2, lett. A) e b), il certificato di sicurez­za è rinnovato o convalidato sulla base di una attestazione di idoneità comprovante la per­manenza dei requisiti in base ai quali il certifi­cato di sicurezza è stato rilasciato.

Art. 10 (Motore ausiliario)

1. Sulle unità da diporto munite di unico motore, può essere installato un motore ausi­liario di emergenza, da impiegare in caso di avaria al motore principale.

2. Il secondo motore è considerato ausiliario alle seguenti condizioni:

  1. sia di tipo amovibile e sistemato su proprio supporto dello specchio poppiero;
  2. abbia una potenza non superiore al 20% di quella del motore principale;
  3. sia munito del certificato d’uso del motore.

Art. 11 (Unità impiegate in gare e manifestazioni sportive)

1. Le unità da diporto di cui all’art. 14 della legge 11 febbraio 1971, n. 50 e successive modificazioni, alle condizioni previste dalla norma stessa, sono esentate dall’applicazione del presente Regolamento.

2. Le unità da diporto ammesse a partecipa­re alle manifestazioni sportive indette dalle Federazioni sportive nazionali e internaziona­li o da Organizzazioni da esse riconosciute, durante le gare, i trasferimenti e le prove sono esentate dall’applicazione del presente Regolamento. A dette unità si applicano le norme e i regolamenti specifici adottati dalle Federazioni o dagli Organismi citati.

3. Le unità di cui al comma 1 e 2 devono essere dotate dei fanali e degli apparecchi di segnalazione sonora regolamentari.

Art. 12 (Navigazione nelle acque interne)

1. Alle imbarcazioni da diporto che si a~ial­gono della facoltà prevista dall’art. 2 bis deI Decreto Legge 16 giugno 1994, n. 378, con­vertito, con modificazioni dalla legge 8 agosto 1994, n. 498, le disposizioni del presente Regolamento si applicano limitatamente a quanto stabilito per i mezzi di salvataggio e le dotazioni di sicurezza, nonché [e disposizioni dell’art. 10 e 13 concernenti il motore ausi­liario e il numero delle persone trasportabili.

Art. 13 (Persone trasportabili su natanti non omologati e omologati)

1. il numero delle persone trasportabili dai natanti prototipi non omologati di cui all’art. 1 della Legge 11 febbraio 1971, n. 50, è determinato come segue:

  1. per lunghezza f.t. fino a m 3,50
    n.3 persone;
  2. per lunghezza f.t. compresa tra m 3,51 e 4,50
    n. 4 persone;

  3.  per lunghezza f.t. compresa tra m 4,51 e 6,00
    n. 5 persone;

  4. per lunghezza f.t. compresa tra m 6,00 e 7,50
    n. 6 persone;

  5.  per lunghezza f.t. superiore a m 7,50
    n.7 persone.

2. I natanti prototipi, per trasportare un numero di persone superiore a quello indica­to al comma 2, devono essere muniti di appo­sita certificazione di idoneità rilasciata da uno degli organismi tecnici di cui all’ari. 2, comma 2.

3. Per i natanti prodotti in serie, il numero

delle persone trasportabili è determinato dalla certificazione di omologazione che, unitamente alla dichiarazione di conformità, deve essere tenuta a bordo quando il numero delle persone imbarcate è superiore a quello indicato al comma 1.

4. Qualora i natanti di cui ai commi precedenti trasportano attrezzature sportive subacquee, il numero delle persone trasportabili è ridotto in ragione di una persona per ogni 75 kg di materiale imbarcato.

Art. 14 (Disposizioni finali)

1. Le disposizioni del Decreto Ministeriale 21 gennaio 1994, n. 232, recante Regolamento di Sicurezza per la navigazione da diporto, restano applicabili alle unità da diporto di lun­ghezza f.t. superiore a 24 metri. Alle imbar­cazioni e alle unità da diporto di cui al pre­sente Regolamento si applicano le disposizio­ni del Decreto n. 232 del 1994 espressa­mente richiamate.

Il presente Regolamento munito del sigillo dello Stato. sarà inserito nella raccolta ufficia­le degli atti normativi della Repubblica Italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.